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Ci sono, però, alcuni casi in cui la polizza moto non è operativa, descrivendo vere e proprie situazioni di esclusioni in cui i sinistri non sono indennizzabili: ciò accade qualora il guidatore sia privo di patente o la stessa è scaduta, se il passeggero non è abilitato a ricoprire una tale posizione in quanto il mezzo è omologato per uno, ancora se il conducente è rinvenuto in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Per tutte queste ipotesi alla compagnia è ammesso un diritto alla rivalsa, sempre che in sede di stipula non si sia agito per ridimensionare una tale competenza.
Una polizza moto solitamente ha scadenza annuale, ma sono considerate anche assicurazioni meno estese identificate come polizze temporanee: in entrambi i casi è ammessa la condizione di tacito rinnovo o la scadenza automatica dell’atto, da specificare alla sottoscrizione dello stesso.
Anche per le polizze moto è praticata la suddivisione per classi in virtù della condizione di bonus-malus, ma ogni compagnia ha individuato una soluzione che non permette la retrocessione in caso di sinistro: è il caso del riscatto del sinistro, che si sostanzia nel pagamento diretto del danno indennizzato dall’assicurazione.