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In sintesi, nella suddivisione per categoria dei fondi pensione integrativi annoveriamo in primis i fondi contrattuali in senso stretto, con i quali si rileva il precedente accordo stipulato tra i sindacati e gli stessi datori di lavoro, posti all’ausilio di ogni particolare categoria di dipendenti onde elevarli alla stregua di un’unica grande compagnia ben rappresentata dagli stessi organi di amministrazione: tali fondi sono avviati senza scopo di lucro, rilevando costi assai contenuti e una procedura davvero semplice e malleabile, intervenendo di fatto con metodicità e sincronia tali da garantire un’assoluta sicurezza dell’atto.
Analogamente accade per la stipulazione dei fondi regionali, i quali però sono riservati esclusivamente ai residenti della stessa regione che ne ha avviato la gestione.
Sui fondi privati, invece, si nota l’intervento nel complessivo di appositi operatori finanziari, che possono essere compagnie d’assicurazione, banche, società di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio e così via: si tratta in sintesi di una forma di pensione integrativa di tipo individuale, redatta per il singolo ma disposta per la collettività.
I fondi privati sono indetti a scopo di lucro e presentano costi alti, non assicurando per questo la totalità dell’atto.